Buon 2010 13 commenti

Parrozzo
In un momento di pausa dai preparativi per il grande cenone di questa sera, scrivo per fare gli auguri a tutti voi. Un grande augurio di un 2010 splendido. Per me il 2009 è stato un anno impegnativo sopratutto dal punto di vista lavorativo. Spero, per il 2010, di avere più tempo libero da dedicarmi alle cose che più amo fare, cucinare e fotografare. Vi lascio con questo dolce che mangerò stasera, il Parrozzo. Non potendo mangiare panettoni e pandori e, avendo un rifiuto per quelli glutenfree (fanno davvero s….) ho optato per qualcosa di diverso e devo dire che ne sono soddisfatta. Avevo visto questo dolce prima nel forum di Cucina In Simpatia, in versione gluten free, per la precisione qui e poi sul blog di Mollica di Pane. Ho preso la ricetta del parrozzo dal forum, per il procedimento e la copertura invece ho fatto riferimento a Tinuccia.

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Scarcelle o ciambelle glassate. 28 commenti

Scarcelle

Quello che mi manca di più durante le feste è la mia famiglia. Con il mio lavoro non sempre mi posso permettere di passare le festività con loro. Mi manca molto l’aria di festa che viene a crearsi. Il frigo e la dispensa piena di ogni ben di Dio. Uova, zucchero, strutto, ricotta e farina non devono assolutamente mancare e poi i cardi e la carne di agnello. Si cucina per molti anche se si è in pochi, perché non si sa mai, un ospite inatteso potrebbe aggiungersi al tavolo. Si preparato i cardi in zuppa con l’agnello, ravioli di ricotta con passata semplice di pomodoro e poi i dolci come la crostata di ricotta, i taralli e le scarcelle o squarcelle. Un dolce semplice, ricoperto di glassa e confetti colorati. La scarcella la si può trovare di varie forme e a volte decorato con uova lesse tenute ferme da strisce di pasta. Qui potete trovare una interpretazione diversa della mia ricetta.

500g di farina senza glutine
3 uova
250g di zucchero
50g olio
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
scorza di limone grattugiato
un po’ di latte
per la glassa
1 albume montato a neve
200g di zucchero
1 limone e qualche goccia di acqua
qualche confettino colorato

Sbattere le uova con lo zucchero e l’olio, poi aggiungere la scorza di limone grattugiato. Aggiungere la farina e l’ammoniaca sciolta in un po’ di latte. L’ impasto deve risultare molto morbido. Se così non dovesse essere aggiungere del latte. Stendere l’impasto sulla teglia coperta di carta da forno con un cucchiaio cercando di formare delle ciambelle. Io ho usato una sac a poche. Mettere la teglia in forno caldo a 180° fino a quando non colorano. Mentre cuociono, fare
la glassa. Montare a neve l’albume con 200gr di zucchero, il succo di un limone e qualche goccia di acqua. Montare finché la glassa non fila. Lasciar raffreddare le scarcelle e poi decorare con la glassa e con dei confettini colorati.

Scarcelle Scarcelle Scarcelle

Colomba senza glutine. 21 commenti

ColombaColombaColombaColomba
Lo so, lo so, le feste pasquali sono finite e io invece sono qui a postare la ricetta della colomba. Purtroppo non ho avuto granché tempo in queste vacanze. Uno ho lavorato, due non trovavo gli stampi di cartone e tre dopo l’esperienza del pandoro avevo paura di fare un altro buco nell’acqua. Il coraggio di preparare la colomba me l’ha dato una splendida donnina di nome Lory. Lory, tramite un’ altra persona a me cara, è venuta a sapere che non trovavo gli stampi, cosi da Torino mi ha inviato un bel pacco con dentro stampi per colombe, per cioccolatini e uova di pasqua. Lory sei davvero un angelo. Quindi in suo onore ho fatto questa colomba senza glutine. Devo dire che non mi ha poi deluso così tanto. L’impasto è lievitato bene, la glassa non è colata dappertutto e non si è bruciata. Il sapore non era proprio quello della colomba ma ogni tanto bisogna accontentarsi. Ho utilizzato la ricetta che trovate nel sito di Cucinainsimpatia nella sezione dedicata al glutenfree. Non ho utilizzato le farine senza glutine che si trovano in commercio, ma i mix di Bette Hagman. Per chi non sapesse chi è Bette Hagman può trovare informazioni qui, qui e qui. Nella colomba non ho messo canditi ma gocce di cioccolato. Non posso presentarvi la colomba in versione intera perché nel tentativo di capovolgerla, per lasciarla raffreddare a testa in giù, si è leggermente aperta per poi spatasciarsi al suolo. :D
AlmondsColomba
Colomba

Ps: domani altro dolce pasquale della tradizione pugliese….ih ih ih!

Tradizioni culinarie pugliesi 19 commenti

Anche se le feste sono finite posto comunque queste ricette tipiche natalizie che ci potranno esser utili il prossimo Natale. Nei giorni di festa è caratteristico per ogni famiglia riproporre ricette della tradizione e anche noi, come ogni famiglia tradizionalista che si rispetti, non siamo stati da meno. La mia mamma appena ha messo piede in casa si è messa all’opera per preparare, con l’aiuto della sottoscritta, le bontà che vi illustrerò. Ovviamente abbiamo iniziato con il preparare dolci e salati gluten free. Il giorno dopo ci siamo dedicati alle ricette glutinose. Abbiamo preparato le cartellate, i cavicioni o calzoni e le pizze fritte. Le cartellate sono dolci fatti di pasta sottile, a forma di girella o rosa con bordi seghettati e vengono servite con vino cotto o miele e decorate con mandorle tostate, cioccolato e altro. I calzoni non sono proprio dolci tipici pugliesi, anzi, facendo una ricerca su internet ho scoperto che sono dolci tipici dell’ Abruzzo e Molise. Il Gargano confina con il Molise ed un po’ di influenze culinarie c’è stata sicuramente. Il cavicione è un dolce fatto con la stessa pasta delle cartellate e ripieno di purè di castagne condito con miele, buccia d’ arancia grattugiata e cioccolato fondente in pezzi. A piacere le castagne possono essere sostituite dai ceci. Invece la pizza fritta è fata di semplice pasta lievitata. Esiste un’altra versione della pizza fritta ed è la pettola. Ed ecco le ricette ovviamente gluten free.

Calzoni o cavicioni ripieni di castagne.

Per la pasta
1/2 kg di farina Schar per pane e pasta
2 uova
1 cucchiaio di strutto
50 g di zucchero
100 g di vino bianco

In un pentolino a fuoco basso fate sciogliere lo zucchero nel vino e lasciatelo intiepidire. Mettete su un piano di lavoro la farina, le uova e lo strutto. Cominciate ad impastare il tutto aggiungendo poco alla volta il vino. Aggiungete un altro uovo all’impasto se fosse necessario. Dovrete ottenere una pasta liscia. Coprite la pasta con un panno per evitare che si asciughi troppo.

Per il ripieno
1 kg di castagne lesse o ceci lessi
la buccia grattugiata di due arance
cioccolato a pezzetti*
4/5 cucchiai di miele

Mettere le castagne in una scodella, aggiungerci il miele, la buccia e il cioccolato è impastare.
L’impasto deve risultare consistente ma morbido. Stendere la pasta in una sfoglia sottile. Per la versione gf ho ripassato più volte la pasta nella macchina per renderla più elastica e non l’ho fatta troppo sottile per paura che potesse rompersi sia durante la lavorazione che in cottura. Disponete sopra la pasta dei mucchietti di ripieno ( mezzo cucchiaio) possibilmente verso il lato esterno della pasta, in modo tale da riuscire a ripiegare la pasta. Ripiegate sopra il lato opposto della pasta, premete con i polpastrelli intorno al ripieno e con la rotella dentellata ritagliate i calzoni a mezzaluna. Controllate che i bordi siano chiusi bene. Riscaldate olio per la frittura e friggete. Scolate in un recipiente con della carta assorbente o metodo della mia mamma, in uno scolapasta con all’ interno un piatto rovesciato e sotto un recipiente per raccogliere l’olio che cola. Devo dire che funziona!


Cartellate, carteddate o carangi

Per la pasta vedi la ricetta dei calzoni

Tirate la pasta in una sottile sfoglia, tagliate a strisce di circa 2-3 cm di larghezza con la rotella dentellata. Con il pollice e l’indice pizzicate i lembi opposti della pasta e poi arrotolatela su se stessa. Siccome il procedimento è un po’ complicato vi rimando qui dove ci sono delle mie foto con ricetta allegata che rendono più facile la spiegazione. Riscaldate l’olio e friggete. Per fare questi dolci bisogna essere almeno in due, uno addetto al “tiraggio” della pasta e l’altro alla preparazione delle cartellate. La pasta tende ad asciugarsi velocemente rendendo così difficile la lavorazione. Servire i dolci con una spruzzata di vino cotto o miele. Se vi piace potete aggiungere delle mandorle tostate e del cioccolato a pezzi.

Pizza fritta


1 kg di mix di farine senza glutine
1/2 kg di patate lesse
1 lievito di birra
1 cucchiaio di sale grosso
400 ml circa di acqua tiepida.

Su un piano di lavoro mettere la farina e le patate schiacciate. Sciogliere il lievito in 300 ml di acqua tiepida e il sale grosso negli altri 100. Versare un po’ di acqua e lievito sulla farina e cominciare ad impastare, terminata l’acqua con il lievito aggiungere quella con il sale. Se l’impasto dovesse risultare molle aggiungere dell’ altra farina. Far lievitare per circa un’ora e mezza. Stendere la pasta dello spessore di circa 3mm, tagliare delle losanghe e friggere in olio caldo. Mangiare calde. Se avete intenzione di mangiarle il giorno dopo, quelle gluten free risulteranno un po’ dure ma basterà una scaldatina nel forno tradizionale e saranno buone come il giorno prima.


Altre ricette di queste bontà le trovate da Comidademama , dal Maialeubriaco e da Semplicemente Elisa.

Ho bisogno dei vostri consigli. 32 commenti

Come vedete dalle foto ho fatto il pandoro senza glutine. Il pandoro sembra bellissimo e buonissimo, ma purtroppo vi sbagliate, ha solo un bell’aspetto e basta. Il sapore non è affatto quello del pandoro tradizionale e la consistenza al suo interno è dura e si sbriciola. Ho bisogno di qualche consiglio per riuscire a farlo simile all’originale. Ho usato una ricetta che ho trovato sul sito Cucinainsimpatia, dove c’è una seziona dedicata alla celiachia molto interessante ed anzichè impastarla a mano ho usato la macchina del pane. La ricetta è questa e per l’utilizzo della macchina del pane ho tratto spunto da una ricetta di Cannella che trovate qui. Ho usato al posto della farina Biaglut quella della DsFood, gli ingredienti erano freschi e a temperatura ambiente. Non essendoci glutine nelle farine che utilizzo posso capire se non lievita, ma come vedete è lievitato bene, il problema è la consistenza all’ interna. Confido nei vostri consigli e nelle vostre esperienze per poter realizzare qualcosa di decente. Grazie in anticipo…una povera celiaca affama di pandoro :( .
Provate questa ricetta.