Chocolate sugar cookies 56 commenti

Cholate sugar cookies

Finalmente riesco a mettere mani sul mio blog e sulla mia macchina fotografica. Il post di oggi non sarà sul mio viaggio in America ma su alcuni degli acquisti fatti a San Francisco e su questi magnifici biscotti.

Cholate sugar cookiesCholate sugar cookies

In America ho comprato dei libri di cucina entrambi di Martha Stewart. Conosco poco questa donna, so che è molto popolare in America, forse conduce una trasmissione televisiva, ha un bel sito dove dispensa consigli per tutto e che è indagata per qualche reato. Ma non andiamo oltre. A me servono le sue ricettine. I libri contengono un sacco di ricette, uno è esclusivamente dedicato ai cookies (Cookies) e l’altro ai prodotti da forno (Baking Handbook). Tante ricette, belle foto e consigli di vario tipo, anche sul packaging.
Cholate sugar cookiesCholate sugar cookies

Le ricette in questi libri sono tutte in cup e teaspoon. I teaspoon li avevo già acquistati tempo fa da Muji a Milano, quello che mi mi mancava erano le cup. Non potevo tornare dall’America senza le cup. Così le ho comprate in un negozio di San Josè. Bellisime,verdi come la mia cucina, telescopiche, cosi non occupano spazio e in silicone. Altro acquisto utilissimo è stato il cucchiaio per i cookies. Un cucchiaio di plastica dura con una base di silicone. La base di silicone permette di far fuoriuscire la pallina di pasta con una semplice pressione. Le foto le trovate alla fine del post.
Cholate sugar cookies


Chocolate sugar cookies

1 1/2 cup di farina senza glutine (1cup di mix C e mezza di BiAglut) o farina normale
1/2 cup di cacao amaro*
1 teaspoon di lievito*
1/2 teaspoon di sale
1/2 cup di burro a temperatura ambiente
1/2 cup di burro fuso e freddo
1 1/2 di zucchero
1 uovo grande
1 1/2 teaspoon di estratto di vaniglia*

Cholate sugar cookiesCholate sugar cookies
Preriscaldate il forno a 180°. Preparate una placca da forno. Imburratela e copritela con un foglio di carata da forno. Mettera in una ciotola la farina, il cacao, il lievito e il sale. Mischiate bene. In un impastatore mettete il burro e lo zucchero. Amalgamate bene il tutto. Aggiungete il burro fuso e poi l’uovo. Poi aggiungete il mix di farina e cacao, poco alla volta se possibile con il mixer acceso. Formate delle palline non troppo grandi e poggiatele sulla placca da forno. Infornate e cuocete per 15min. Raffreddare e poi mangiare.
Volevo aggiungere una piccola nota: se i biscotti non spariscono nell’arco di pochi minuti, il giorno dopo prima di pappaverli riscaldateli leggermente in forno, ottimi.
My creation

Ho trovate delle tabelle di conversione. Ho spulciato tra i miei libri e per adesso ho trovato solo questo, appena trovo qualcos’altro aggiorno.

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* Nell’acquistare gli ingredienti utili alla preparazione di questa ricetta è importante consultare il prontuario dei prodotti in commercio senza glutine.

56 commenti

Pip ha detto:

Anna bentornata!
Questi biscotti hanno un aspetto eccezionale, mi viene voglia di addentare il monitor! :-P

cibercuoca ha detto:

Hola Anna, benissimi questi bizcottini, complimenti.
Bacioni

Virginia ha detto:

Anna, bentornata! Fichissimi i tuoi nuovi acquisti!!!
Vedo che anche con le foto non hai perso la mano…

Laura ha detto:

Mi fanno una gola!!!!!!!
Se io li faccio con la farina normale verranno uguali? Che ne pensi?

michela ha detto:

Ciao bentornata!!!
Ti son venuti proprio perfetti come in foto!

Heena ha detto:

Lucidissimo Rino, come sempre. Secondo me la viahce sta nel fatto che uomini e donne non sono ne8 solo materia, ne8 solo cultura, cioe8 nell’eterno dilemma della separazione inseparabile fra natura e cultura. Se prendiamo per buono questo assunto, allora cif2 che le donne hanno sempre chiesto all’uomo sotto il profilo materiale (mantenimento/protezione fisica) e8 solo una facciata del problema. Rimane l’altra, non facilmente oggettivabile ma pure esistente, dei bisogni psichici femminili rispetto alla controparte maschile. In quanto psicospirituali e quindi non oggettivabili, e8 difficile individuarli con precisione, non solo da parte maschile ma anche e soprattutto da parte femminile, da cui la sempiterna di esse ambivalenza (lo scagliarsi contro il maschio oppressore e il lamentarsi della scomparsa dei veri maschi, concetto non leggibile sul piano materiale della potenza sessuale). Eppure, il solo fatto dell’esistenza della contraddizione indica che lec, proprio lec, esiste uno snodo non risolto e dunque una breccia nel muro di apparentemente non scalfibile onnipotenza femminile odierna in funzione dell’evoluzione della Sia che Rino ha tratteggiato.Nessuno puf2 sapere come andre0 a finire, e8 ovvio. Perf2 quello che possiamo fare noi, iniziando da subito, e8 PENSARE ED AGIRE DA MASCHI nel senso che noi pensiamo tale secondo le strutture psichiche profonde non cosec facilmente modificabili nel tempo. Ma cosa puf2 significare in concreto?1) Imparare a sentire cosa riteniamo antropologicamente giusto per noi stessi. Niente paura, la struttura psichica profonda maschile non e8 affatto orientata alla distruzione del femminile come il maintream (ridicolo nonche8 falso ) proclama. In essa c’e8 anche , eccome e nonostante tutto, la salvaguardia del femminile anche contro il femminile stesso, per il semplice motivo che la coscienza e8 simbolicamente maschile; la coscienza di se8 come esseri che vivono nel cosmo ma non sono il cosmo, e8 argine e linea del Piave contro i mai sopiti pericoli di regressione della psiche ad epoche uroboriche di partecipation mistique dell’uomo (inteso come umanite0) al cosmo stesso, epoche caratterizzate infatti dal matriarcato psichico e dal dominio dell’indistinto e dell’inconscio. E dunque si tratta anche di difesa del femminile, in quanto soggettivite0 autocoscenziale, da se stesso e dalla sua tendenza psichica regressiva (archetipo della Grande Madre, di cui i movimenti new age e di ritorno alla natura in senso panteista sono esempio e dimostrazione).2) Cif2 significa anche pensare ed agire in indipendenza dal femminile, senza che cif2 significhi non tenerne conto o rinchiudersi in un egoismo autistico, cosa che, ripeto, non corrisponde alla struttura psichica maschile in se8 tesa all’universale. Che non sia facile e8 scontato, perche8 anche i maschi subiscono l’influsso del ritorno dell’archetipo grandematerno sotto le duplici sembianze del macho che disprezza la Vergine (intesa anch’essa come archetipo e non come condizione fisica, ma idolatra la Madre) e fa parte del seguito, come agente psichico e scherano , della Grande Madre da un lato. Dall’altro sotto le sembianze di colui che disprezza il maschile (dunque se stesso) e idolatra il femminile dichiarandosi pronto a cedere ad esso prima ancora che in termini materiali (sociopolitici ed economici), in termini di sottomissione psichica e culturale.Difficile, certo, ma la terza via , per me unica strada di rinascita oltre la SIA comunque intesa e oltre le strutture materiali della societe0 e8 questa.armando

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